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A questo fine è diretta quella pessima, né mai abbastanza esecrata ed aborrita “libertà della stampa” nel divulgare scritti di qualunque genere; libertà che taluni osano invocare e promuovere con tanto clamore. Inorridiamo, Venerabili Fratelli, nell’osservare quale stravaganza di dottrine ci opprime o, piuttosto, quale portentosa mostruosità di errori si spargono e disseminano per ogni dove con quella sterminata moltitudine di libri, di opuscoli e di scritti, piccoli certamente di mole, ma grandissimi per malizia, dai quali vediamo con le lacrime agli occhi uscire la maledizione ad inondare tutta la faccia della terra.
Gregorio XVI, Mirari vos
Era il 1832.
Oggi il papà sostiene quasi le stesse code per cui allora il povero Lamennais venne condannato e ne condanna altre che forse piaceranno al papa del 2100.
Sempre in ritardo?
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generale [4] Comments
Sto leggendo il libro di Piergiorgio Odifreddi Il Vangelo secondo la Scienza. Le religioni alla prova del nove, Einaudi, Torino, 1999.
Ho letto volentieri altri libri di Odifreddi e spero di poter apprezzare anche questo. Però, già a pagina 4, trovo qualcosa che non mi piace.
Odifreddi parla di un suo viaggio a Calcutta e scrive:
Adiacente al tempio di Kali si trovava la casa dei moribondi di Madre Teresa, il Nirmal Hriday, che in bengali significa Cuore Immacolato. In essa un centinaio di uomini e donne in fin di vita, raccolti fra quelli abbandonati nelle strade, erano ormai ridotti a un numero sulla lavagnetta che ne registra in maniera agghiacciante le giornaliere «entrate» e «uscite». La casa non ha neppure un atrio, e non appena vi misi piede mi trovai direttamente nella corsia degli uomini: lo sguardo di uno di essi, conficcato nei miei occhi come una spina, ancora mi perseguita, cosi come la condizione di quei corpi sofferenti e seminudi distesi sul pavimento e privi anche di un letto, nonostante le offerte miliardarie ricevute dalla Santa.
Non mi piace quel lasciar intendere che Madre Teresa e le sue consorelle abbiano rubato sulle offerte ricevute.
Senza dubbio in ogni organizzazione, anche la più nobile, c’è chi trova il proprio tornaconto. E questo è un problema che non si può eliminare.
Ma, proprio questo, le malignità lasciate cadere en passant, sono indegne di un grande intelletuale. L’ideale è fare denunce precise o, se si pensa che sia necessario, esprimere i dubbi nella maniera più chiara. Le mezze parole, il detto e non detto non mi piacciono. Lasciamo i pettegolezzi ambigui ad altri ambienti.